“Sono dipendente dal lavoro?
Con questo articolo entriamo in un tema molto particolare che in inglese ha un termine specifico “workaholism”. L’origine del nome unisce lavoro e alcolismo, questo va a sottolineare con un paragone verso l’alcolismo, la dipendenza dal proprio lavoro. Il Workaholism dall’esterno può essere visto come una persona molto diligente sul lavoro, a volte anche con ottimi risultati, soprattutto in aziende dove è richiesto un alto livello di competizione. Avere questa dipendenza può comportare pensieri intrusivi del lavoro non solo mentre lo si svolge, ma anche nei momenti della propria vita personale, conducendo quindi a non “staccare” mai dalle ore di lavoro. Spesso si manifesta con un aumento graduale della quantità di tempo che si decide di dedicare al lavoro e soprattutto quando la persona non lavora patisce sia fisicamente che psicologicamente il fatto di “restare fermo”. Su questo punto è importante soffermarsi. Che si possa definire dipendenza o meno, a quanti di voi capita di percepire di passare giornate “ non produttive “? Ad un livello più macro, siamo inseriti in un contesto che spesso richiede una quantità di produttività giornaliera. Lo vediamo chiaramente con certe situazioni nelle aziende, qualcuno sta male, rimane a casa, ma decide di lavorare in smart working. Oppure vi ammalate, un’influenza che richiederebbe una settimana di riposo, diventa una pausa di tre giorni, per poi tornare operativi al 50% delle vostre possibilità perché vi siete ripresi per metà. Questo ragionamento è volto a sottolineare come in generale sia complesso il rapporto con il proprio lavoro, rischia di diventare però invalidante quando inizia a risultare l’unica risorsa a cui fare riferimento per ottenere gratificazione, soddisfazione o riconoscimento. Avere più sfere nella propria vita da cui trarre beneficio e benessere permette di avere una rete di salvataggio, e soprattutto di ampliare le proprie possibilità. Queste sfere possono essere: un gruppo di amici, un compagno/compagna, un hobby, uno sport, un corso o a volte anche semplicemente dedicare del tempo a se stessi.
Se vi state chiedendo “Sono dipendente dal lavoro?”, provate a capire quanto tempo occupa della vostra giornata oltre alle vostre ore di lavoro, che sia con chiamate dall’ufficio, progetti dell’ultimo minuto o pensieri su un determinato cliente che vi ha chiesto un documento e “forse” avete dimenticato di inviarglielo. Se la risposta che avete trovato magari non è definita, ma pensate che sia comunque troppo, potete rivolgermi a me per un colloquio online e proveremo insieme a renderla più chiara.
Nel prossimo articolo tratteremo il tema estremamente attuale del diritto alla disconnessione.

