“Perché non trovo un lavoro?”

Molte persone si chiedono e mi chiedono “perché non trovo un lavoro?”anche se inviano decine o più di candidature ogni settimana.

Partiamo dal presupposto che viviamo in un contesto lavorativo spesso confuso, disorganizzato e si potrebbe pensare “ se l’azienda ha messo l’annuncio, sicuramente stanno davvero cercando qualcuno”. La verità sta nel mezzo, vi sarà capitato di notare la quantità di annunci fantasma che vengono pubblicati su Indeed o Linkedin, nonostante si impongano anche delle scadenze come “assunzione prevista per marzo 2030”. L’azienda sta davvero cercando una nuova risorsa oppure no? Probabilmente l’intento esiste anche, ma chiunque decida di occuparsi della selezione spesso viene oberato da altre mille pratiche, spesso non sono persone preposte solo alle risorse umane, ma è un compito che gli viene aggiunto. Si arriva poi ad un punto in cui arrivano alla scadenza prefissata e iniziano a farsi avanti le famose “conoscenze” all’italiana. La conoscenza, non intesa come l’acquisizione di nozioni in una data materia, è quella figura che in qualche modo lontano è imparentata o vicina ad un cugino di ottavo grado che lavora in quell’azienda e diventa la nuova risorsa dell’azienda, che pur avendo studiato temi lontani dall’ipotetica azienda, viene assunta con l’augurio e la speranza che passando come “conoscenza” sia più sicura, sia più malleabile e più flessibile ad accettare determinate condizioni visto il favore ottenuto. Nel mentre, ci siete voi, che inviate le vostre candidature con la speranza che qualcuno vi ricontatti, ma rimane tutto nell’etere e che siate diplomati, laureati o con master, questo punto non dipende da voi. Il discorso delle “conoscenze” non è da confondere con le situazioni in cui consigliate o vi viene consigliata una persona effettivamente competente nel proprio campo (es. un medico, uno psicologo, un idraulico di fiducia, un meccanico ecc. ) perché l’esperienza del vostro amico/amica è stata positiva. Questo tipo di situazione è basata sul merito, le altre molto spesso no.

I fattori che incidono potrebbero essere molteplici: disorganizzazione interna, dipendenti oberati di lavoro, cercano una figura ma non hanno chiare le caratteristiche del nuovo ruolo, magari il vostro curriculum è ricco di esperienza o titoli o entrambi, ma quando viene visualizzato chi lo sta controllando è stanco o non sta leggendo con attenzione e venite scartati, o nel caso di indeed rifiutati.

Se ti stai chiedendo “perchè non ricevo risposte dalle aziende?” o “perchè non mi chiamano ai colloqui?”, vorrei che fosse ben chiaro che in buona percentuale le cause sono esterne a qualsiasi scenario uno si possa immaginare. Compreso questo punto, che tu abbia già alle spalle trent’anni di lavoro o che sia all’inizio della tua carriera, non ti abbattere nella ricerca, può essere estenuante, ma è importante capirne i meccanismi, spesso esterni. Ci sono sicuramente dei piccoli accorgimenti che a volte fanno la differenza, uno dei motivi per cui non ti chiamano per un colloquio è la qualità del curriculum, può essere che stai narrando la tua storia lavorativa in un modo non attrattivo, oppure la foto profilo può risultare poco professionale se ritagliata da una foto di una cena in famiglia. Sono piccoli accorgimenti, ma a volte possono fare la differenza. Se non sai da dove partire, puoi prenotare una consulenza con me e ci lavoreremo insieme, oppure se hai già delle buone competenze in materia, prova a ricontrollarlo e renderlo più professionale. Siamo una società basata sull’immagine, e purtroppo anche i curriculum hanno la tendenza ad essere trattati con molta superficialità, bisogna solo comprendere come muoversi in questo panorama.

Se avete dubbi o domande, lasciate un commento,  così ci possiamo confrontare su questi argomenti del mondo del lavoro che cambia rapidamente e spesso non tiene tutti al passo, perdendo delle possibili grandi risorse come voi.

Avanti
Avanti

“Sono dipendente dal lavoro?