Il guadagno facile non esiste: attenzione alle promesse dei fuffaguru
Quando si perde il lavoro o qualcosa non sta funzionando, la promessa di una soluzione semplice può diventare incredibilmente attraente.
Non è difficile capire perché. Se siamo insoddisfatti del nostro stipendio, non troviamo lavoro oppure sentiamo di essere bloccati professionalmente, vorremmo naturalmente trovare una strada diversa. E quando sui social compare qualcuno che sembra aver trovato quella strada e promette di insegnarcela in pochi mesi, la tentazione di ascoltarlo può essere forte.
È qui che entrano in gioco i cosiddetti fuffaguru: persone o realtà che costruiscono la propria comunicazione intorno a promesse di successo, guadagno e trasformazione professionale che possono essere presentate in maniera eccessivamente semplice o poco realistica.
Non significa che chi vende formazione online sia automaticamente un fuffaguru. Esistono corsi seri, professionisti competenti e percorsi formativi che possono davvero aiutare a sviluppare nuove competenze.
Il problema nasce quando la formazione viene sostituita dalla promessa.
“Ti insegno a guadagnare migliaia di euro.”
“Puoi lasciare il tuo lavoro.”
“Non servono esperienza né competenze.”
“Bastano pochi mesi.”
“Devi solo seguire il metodo.”
Il guadagno facile è una promessa potente proprio perché elimina dalla storia tutto ciò che normalmente rende complesso costruire una professione: tempo, esperienza, errori, competenze, tentativi, investimenti e anche una certa dose di imprevedibilità.
Online, inoltre, vediamo soprattutto il risultato.
Vediamo la macchina.
La casa.
Il viaggio.
Il fatturato.
La libertà.
Molto meno spesso vediamo gli anni precedenti, i fallimenti, gli investimenti, le attività che non hanno funzionato o le condizioni specifiche che hanno permesso a quella persona di arrivare a quel risultato.
Un singolo caso di successo può essere autentico senza essere necessariamente rappresentativo.
Questo è particolarmente importante quando ci troviamo in una fase di difficoltà professionale.
Chi non trova lavoro può sentirsi in ritardo.
Chi guadagna poco può sentirsi incapace.
Chi non è soddisfatto della propria professione può pensare di aver sbagliato tutto.
In questi momenti una promessa semplice può sembrare una soluzione.
La psicologia del lavoro può aiutarci a guardare questa dinamica da un'altra prospettiva: il percorso professionale di una persona non può essere ridotto a una singola scelta o a un metodo universale.
Le competenze, infatti, hanno valore all'interno di contesti concreti.
Un corso può insegnare qualcosa di utile, ma bisogna chiedersi che cosa insegna realmente, quanto è riconosciuto nel settore, quali possibilità professionali apre e quali altre competenze sono necessarie per trasformare quella conoscenza in lavoro.
La promessa “puoi lavorare online senza esperienza” dovrebbe quindi far nascere una domanda: quale professione sto imparando concretamente a svolgere?
Questa domanda è molto più utile di “quanto posso guadagnare?”.
Anche perché il reddito non è l'unico elemento da considerare quando si costruisce una carriera. Contano le competenze, le condizioni di lavoro, la sostenibilità, le possibilità di crescita, il tipo di attività svolta e la compatibilità con la vita personale.
Quando si valuta un corso o un'opportunità professionale, può quindi essere utile rallentare.
Quanto costa?
Che cosa imparo concretamente?
Chi insegna?
Quali qualifiche possiede?
Il percorso porta a una certificazione riconosciuta?
Quali competenze sono richieste nel settore?
Quali risultati sono realmente garantiti e quali invece dipendono da fattori individuali?
Esistono costi successivi?
Queste domande non significano essere pessimisti.
Significano essere prudenti.
Il desiderio di cambiare lavoro non deve essere ridicolizzato. Al contrario, può essere un segnale importante. Se una persona non è soddisfatta della propria situazione professionale, vale la pena ascoltare quella sensazione e capire che cosa sta cercando.
Ma tra “voglio cambiare” e “ho trovato la soluzione” esiste tutto il percorso della progettazione professionale.
Ed è proprio qui che può essere utile l'orientamento professionale.
Non per dire a una persona quale lavoro scegliere, ma per aiutarla a mettere insieme interessi, competenze, esperienze, valori e possibilità concrete.
Anche un colloquio psicologico online può diventare uno spazio nel quale fare ordine quando il lavoro genera insoddisfazione o quando si sente il bisogno di cambiare direzione.
Per chi cerca una psicologa del lavoro a Torino, questi temi possono essere affrontati proprio partendo dalla situazione concreta della persona: che cosa non funziona, che cosa vorrebbe cambiare, quali risorse possiede e quali possibilità realistiche esistono.
Non c'è niente di sbagliato nel voler guadagnare di più.
Non c'è niente di sbagliato nel voler lasciare un lavoro che non ci soddisfa.
Non c'è niente di sbagliato nel desiderare maggiore autonomia.
E non c'è niente di sbagliato nel cercare formazione.
La cautela serve quando qualcuno ci convince che tutto questo sia facile, veloce e quasi garantito.
Perché il problema del guadagno facile non è che cambiare vita sia impossibile.
È che la promessa di una scorciatoia può farci dimenticare quanto sia importante costruire competenze reali.
La prossima volta che incontriamo online qualcuno che promette di insegnarci a guadagnare velocemente, forse possiamo fare un passo indietro e informarci attentamente su cosa stia effettivamente vendendo l’ipotetico soggetto. E soprattutto, è sempre meglio evitare di agire d’impulso in queste dinamiche. La fretta è spesso la chiave per chi promette guadagni fasulli, il guadagno spesso è solo loro.

